Elizaveta Kulichkova

by Francesco d'Amato Print This Article

Pochi giorni fa festeggiato alla grande il suo diciannovesimo compleanno con tanto di best ranking, a poche posizioni dalla top 100. Quello di Elizaveta Kulichkova è il nome nuovo del tennis siberiano dopo la Sharapova. Allenata da papà Dmitriy, a differenza della sua più famosa e glamour conterranea, Elizaveta è altrettanto statuaria, alta quasi 1.90 m (sebbene molto magra), con due splendidi occhi azzurri che spiccano ancora di più su una carnagione scura. Finora sembra aver assorbito bene il passaggio dal tennis junior a quello professionistico.

Numero 2 del mondo a livello giovanile, la Kulichkova ha vinto l’edizione junior degli Australian Open nel 2014 battendo nettamente in finale la croata Jana Fett. In Italia qualcuno l’avrà vista in azione al Bonfiglio del 2013 (semifinalista) o nel Future del Circolo Canottieri a Padova a giugno dello scorso anno, ammirandone l’eleganza, la tenacia e una voglia di lottare non comune. Dotata di un servizio esplosivo Elizaveta ha nel rovescio bimane in cross la sua arma migliore, trova angoli molto stretti con cui butta fuori dal campo le avversarie.

Dopo aver vinto un ITF da 10mila nel 2012 ad Antalya e uno da 25mila a Istambul l’anno dopo, nel 2014 ha trionfato prima a Hong Kong nella prima settimana dell’anno, poi in altura sulla terra della località alpina di Lenzerheide (25mila $), e a Bangkok superando fra le altre una vecchia volpe come la Tanasugarn. Questi risultati, insieme alla finale nel Future da 50mila $ di Burnie in Australia le hanno consentito di chiudere il 2014 al numero 147 del modo. E il suo 2015 è iniziato alla grande: alla fine di marzo si è aggiudicata l’ITF di Quanzhou (50mila $), battendo tenniste in ascesa come la polacca Linette, e perdendo un solo set in tutto il torneo: quello in finale contro Jelena Ostapenko, sua rivale a livello giovanile e altro astro nascente del tennis lettone.

Primi acuti per lei anche nel circuito WTA. Dapprima a Pattaya, in Thailandia, dove ha superato le qualificazioni, poi i quarti di finale nel BMW open di Kuala Lumpur (battendo anche l’ex top 30 Jovanowski) e ancora i quarti di finale la settimana scorsa a Katowice dove adatto filo da torcere alla nostra Camila Giorgi. Più che legittimo vederla nelle top 100 entro Wimbledon. E se a fine anno fosse lei la vera novità del circuito?

Francesco D'Amato

Giornalista professionista dal 2003. Dopo aver lavorato per 2 anni a Cagliari nella redazione sportiva di Tiscali, dal 2002 ritorna a Roma dove si è trasferito a 19 anni per frequentare l’università. Nella Capitale cura prima l’ufficio stampa di Acciari Consulting, poi lavora in un’agenzia di stampa parlamentare. Vanta una collaborazione di 15 anni con la Federtennis nell’organizzazione degli Internazionali d’Italia. Entra in Crionet nel 2009, cogliendo al volo l’opportunità di tornare a occuparsi di tennis a tempo pieno.