Un Corso per riformare la Davis

by Francesco d'Amato Print This Article

Fra le prime cose da fare ci sarà una riflessione sul futuro della Coppa. Siamo obbligati a farlo, c’è una volontà maggioritaria che vuole rendere più attuale un evento centenario”. Così Bernard Giudicelli, il segretario generale della Federation Francais de Tennis, primo francese a diventare Presidente del Comitato della coppa Davis. Gli altri membri del comitato sono il presidente della Fit Angelo Binaghi, l’argentino Armando Cerone, il britannico Michael Downey, l’egiziano Ismail El Shafei, l’australiano Stephen Healy, il kazako Bulat Utemuratov e il serbo Slobodan Zivojinovic (ex componente della squadra jugoslava di Davis negli anni 80).

La riforma è necessaria ma non sarà una passeggiata. “All’interno del Comitato - fa sapere  il dirigente 57enne originario di Bastia in Corsica - non tutti i componenti hanno la stessa visione e per maturare una scelta del genere bisogna avere la maggioranza dei 2/3. Alla fine troveremo una soluzione condivisa dai più”. Giudicelli confida sul suo profilo Facebook la sua emozione per la nomina. “La Coppa Davis scorre nelle nostre vene. Penso a quelli che hanno reso questa competizione quello che è oggi. Mi sento erede di Philippe Chatrier che ha fatto tanto per il tennis francese, mondiale e per la Coppa Davis”.

Le ipotesi allo studio sono tante, alcune affascinanti altre poco fattibili. C’è chi vorrebbe per la squadra detentrice l’esenzione dal primo turno (addirittura qualcuno anche dal secondo turno) ripristinando l’antico Challenge Round che fino al 1971 vedeva i Campioni affrontare direttamente in finale il vincente del World Group (sarebbe come la sfida finale dell’America’s Cup di vela). Altri vorrebbero una Davis biennale con gli incontri spalmati in un arco temporale doppio, oppure trasformare la Coppa in un “mondiale per Nazioni” da giocare in una sede unica con cadenza periodica come succede per i Mondiali di calcio, rugby, volley o basket. Cosa partorirà il Comitato? La sensazione è che ci vorrà un po’ di tempo prima di vedere una nuova Davis.

Francesco D'Amato

Giornalista professionista dal 2003. Dopo aver lavorato per 2 anni a Cagliari nella redazione sportiva di Tiscali, dal 2002 ritorna a Roma dove si è trasferito a 19 anni per frequentare l’università. Nella Capitale cura prima l’ufficio stampa di Acciari Consulting, poi lavora in un’agenzia di stampa parlamentare. Vanta una collaborazione di 15 anni con la Federtennis nell’organizzazione degli Internazionali d’Italia. Entra in Crionet nel 2009, cogliendo al volo l’opportunità di tornare a occuparsi di tennis a tempo pieno.